La biblioteca civica “Ippolito D’Aste” di Recco
è stata inaugurata lo scorso 26 ottobre 2003 nell’omonima
via al numero 2B. Presenti in quell’occasione l’Assessore
alla Cultura Giuseppe Rotunno, il Sindaco Gianluca Buccilli, il
Vice Presidente della Regione, Gianni Plinio. (foto sotto)
La biblioteca attendeva da anni, se non da decenni, una nuova
ubicazione, essendo fortemente motivata l’esigenza di offrire
nuovi maggiori spazi ai cittadini fruitori dei vari servizi bibliotecari,
compreso lo studio in loco, il prestito, la consultazione. Attualmente
la biblioteca è fornita anche di due postazioni internet
e di un catalogo on line in continuo accrescimento. Il numero
dei nuovi volumi è di gran lunga aumentato, grazie soprattutto
alle varie donazioni, gentilmente concesse sia dai cittadini,
la maggior parte di essi anche utenti della biblioteca, sia dalle
biblioteche annesse al Centro Sistema Bibliotecario e dallo stesso.
Si calcola che i volumi ricevuti per donazione dai privati nello
scorso anno 2003 superano le 500 unità.
Attualmente la biblioteca conta di circa 9.000 volumi, compresi
i libri per ragazzi, a cui si devono aggiungere circa 17 tra riviste
e periodici, alcuni CD rom e videocassette.
Il nome di Ippolito D’Aste è stato scelto dall’Amministrazione
comunale su suggerimento delle bibliotecarie. La scelta del nome,
che a prima vista può sembrare banale e scontata, è
dovuta al fatto che Ippolito D’Aste si può annoverare
tra i grandi personaggi di Recco, tuttavia ampiamente sconosciuto
alla maggior parte della cittadinanza (come è stato dimostrato
da un questionario effettuato presso la nostra sede, dal quale
si è evinto che solo pochissimi utenti erano informati
sul soggetto del sondaggio).
Ippolito D’Aste nacque a Recco nel 1809 (1810?) e morì a
Genova nel 1866. Fu professore di calligrafia, scrittore e drammaturgo.
Ottenne il primo grande successo nel 1843 con la rappresentazione
a Genova di Luchino Visconti, il cui personaggio principale è
Isabella Fieschi, moglie di Luchino ma innamorata di Ugolino Gonzaga.
Fanno parte della produzione artistica di Ippolito D’Aste
liriche, scritti teatrali e lettere, gran parte presenti nel Fondo
D’Aste della Civica Biblioteca Berio e nei Fondi Salvini
e Ristori del Museo Biblioteca dell’Attore di Genova. Tra
le sue tragedie ricordiamo la trilogia formata da Sansone (1861),
I Martiri (1863) e Mosé (1866), lavori nati dalla collaborazione
con Salvini.
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